L'arte aborre qualsiasi forma di censura.
La censura e il divieto sono il terreno di crescita e di fermentazione di ogni forma di integralismo, di ogni dittatura e di ogni conformismo.
Non esiste arte se non c'è piena libertà di espressione, e non esiste libertà d'espressione quando gli artisti non sono liberi di esprimersi, di lavorare, di esporre - liberamente e pubblicamente - le loro opere, qualsiasi esse siano.
Noi ci opponiamo a qualsiasi forma di condizionamento che non sia quello della nostra coscienza.
Non crediamo nei falsi moralismi di chi oppone il rispetto delle convenzioni, delle fedi o delle religioni alla piena e assoluta libertà di espressione degli artisti.
Il rispetto di ogni idea, di ogni fede, di ogni credo si conquista e si difende sul campo, con il confronto, con la discussione, con lo scontro, anche aspro, delle idee. Quando occorre, anche con lo sberleffo e la pernacchia liberatoria. Noi difendiamo il diritto degli artisti di usare, se lo credono, anche lo sberleffo e la pernacchia, contro l'uso improprio della violenza delle convenzioni imposte con lo strumento osceno ed offensivo della censura e dei divieti.
I politici non diano lezioni di moralità agli artisti, che lottano giorno dopo giorno, rischiando sul proprio lavoro e a volte anche sulla propria pelle, con le sole armi della forza delle proprie idee, del proprio coraggio e della propria intelligenza.
Noi siamo con gli artisti che si abbeverano alla fonte del diavolo per far piovere sulla ragione (Tzara). Noi siamo dalla parte delle opere messe al bando perché considerate immorali o contrarie al buon gusto o alla fede e alla religione corrente; siamo dalla parte di Socrate costretto al suicidio, dalla parte di Pietro Aretino censurato e del Boccaccio purgato dalla penna del Salviati, dalla parte di Rabelais e di Erasmo da Rotterdam, di Michelangelo imbraghettato dalla Controriforma, dalla parte di Campanella incarcerato, e di Galileo condannato e riabilitato quattro secoli dopo; siamo dalla parte degl'Impressionisti sbeffeggiati dai loro contemporanei, dei mille Salon des Réfusé di tutto il mondo, dell'Arte degenerata e dell'Orinatoio di Duchamp rifiutato a New York nel 1917 e venerato un secolo dopo in ogni angolo del globo; siamo dalla parte di Egon Schiele incarcerato per pedofilia e costretto a bruciare i suoi disegni "osceni" in tribunale; siamo dalla parte di Oscar Wilde incarcerato e gettato nella polvere perché omosessuale, dalla parte dei futuristi fischiati dai bravi borghesi e degli street artists di tutto il mondo perseguitati come vandali e imbrattatori; siamo dalla parte di Pasolini perseguitato per tutta la vita e santificato poi nella morte; dalla parte di Salman Rushdie costretto a nascondersi dalla follia integralista, da quella di Hubert Selby jr. considerato osceno e di Boris Pasternak e di Solgenitzin considerati nemici del popolo.
Siamo dalla parte di qualsiasi artista che abbia subito o che subisca limitazioni alla propria libertà d'espressione.