sabato 14 luglio 2007

L'arte aborre qualsiasi forma di censura.

L'arte aborre qualsiasi forma di censura.

La censura e il divieto sono il terreno di crescita e di fermentazione di ogni forma di integralismo, di ogni dittatura e di ogni conformismo.

Non esiste arte se non c'è piena libertà di espressione, e non esiste libertà d'espressione quando gli artisti non sono liberi di esprimersi, di lavorare, di esporre - liberamente e pubblicamente - le loro opere, qualsiasi esse siano.

Noi ci opponiamo a qualsiasi forma di condizionamento che non sia quello della nostra coscienza.

Non crediamo nei falsi moralismi di chi oppone il rispetto delle convenzioni, delle fedi o delle religioni alla piena e assoluta libertà di espressione degli artisti.

Il rispetto di ogni idea, di ogni fede, di ogni credo si conquista e si difende sul campo, con il confronto, con la discussione, con lo scontro, anche aspro, delle idee. Quando occorre, anche con lo sberleffo e la pernacchia liberatoria. Noi difendiamo il diritto degli artisti di usare, se lo credono, anche lo sberleffo e la pernacchia, contro l'uso improprio della violenza delle convenzioni imposte con lo strumento osceno ed offensivo della censura e dei divieti.

I politici non diano lezioni di moralità agli artisti, che lottano giorno dopo giorno, rischiando sul proprio lavoro e a volte anche sulla propria pelle, con le sole armi della forza delle proprie idee, del proprio coraggio e della propria intelligenza.

Noi siamo con gli artisti che si abbeverano alla fonte del diavolo per far piovere sulla ragione (Tzara). Noi siamo dalla parte delle opere messe al bando perché considerate immorali o contrarie al buon gusto o alla fede e alla religione corrente; siamo dalla parte di Socrate costretto al suicidio, dalla parte di Pietro Aretino censurato e del Boccaccio purgato dalla penna del Salviati, dalla parte di Rabelais e di Erasmo da Rotterdam, di Michelangelo imbraghettato dalla Controriforma, dalla parte di Campanella incarcerato, e di Galileo condannato e riabilitato quattro secoli dopo; siamo dalla parte degl'Impressionisti sbeffeggiati dai loro contemporanei, dei mille Salon des Réfusé di tutto il mondo, dell'Arte degenerata e dell'Orinatoio di Duchamp rifiutato a New York nel 1917 e venerato un secolo dopo in ogni angolo del globo; siamo dalla parte di Egon Schiele incarcerato per pedofilia e costretto a bruciare i suoi disegni "osceni" in tribunale; siamo dalla parte di Oscar Wilde incarcerato e gettato nella polvere perché omosessuale, dalla parte dei futuristi fischiati dai bravi borghesi e degli street artists di tutto il mondo perseguitati come vandali e imbrattatori; siamo dalla parte di Pasolini perseguitato per tutta la vita e santificato poi nella morte; dalla parte di Salman Rushdie costretto a nascondersi dalla follia integralista, da quella di Hubert Selby jr. considerato osceno e di Boris Pasternak e di Solgenitzin considerati nemici del popolo.

Siamo dalla parte di qualsiasi artista che abbia subito o che subisca limitazioni alla propria libertà d'espressione.

Comunicato Aurelio Mancuso

MOSTRA ARTE E GAY: MILANO SPROFONDA NELLA TRAGICA FARSA

E' finita peggio di come � iniziata la querelle sulla mostra "Arte e Omosessualit� - Vade Retro". Infatti, da come si capisce (di certissimo non c'� mai nulla quando di mezzo c'� Vittorio Sgarbi), gli organizzatori della mostra, dopo l'ennesima censura richiesta dalla sindaca, Letizia Moratti, hanno dato forfait. La mostra dovrebbe essere smantellata dalle sale di Palazzo Reale e traslocare in altra citt�. Comunque vada a finire, siamo davvero ormai alla farsa, che offende la citt� in teoria pi� europea d'Italia, ma ridotta da Sgarbi, Moratti, De Corato in un agglomerato governato da integralisti cattolici, che non hanno alcun rispetto della libert� d'espressione, della cultura, dei cittadini. La mostra nata come un'operazione artistica - mediatica, pompata con dovizia dall'assessore alla Cultura Sgarbi, alla fine si � ritrovata bersagliata dall'algida sindaca e dalle forze di maggioranza del centro destra, che mal sopportano il furbo Sgarbi, che in verit� � funzionale perch� crea polveroni distogliendo l'attenzione dell'opinione pubblica sui veri problemi di Milano, che sono tanti e complessi. La comunit� omosessuale milanese, suo malgrado trascinata in questa orrenda disputa, non ha partecipato in alcun modo ne all'ideazione, ne al lancio della mostra, e oggi deve registrare che ogniqualvolta si parli di gay, lesbiche e trans, la Giunta Moratti d� il peggio di s�: ritiro del patrocinio al Festival del Cinema Omosessuale, insulti di De Corato in occasione del Gay Pride promettendo che il governo cittadino non avrebbe mai finanziato iniziative dei gay, e ora questa disgustosa vicenda....Vince la censura, la volont� della Moratti di interpretare il ruolo di novella Lady di Ferro del cattolicesimo integralista e antilibertario; vince anche Sgarbi che recita fino in fondo la sua parte e si fa pubblicit�; perde una citt� offesa nella sua tradizione pi� profonda che attinge al meglio delle culture liberali e moderne. Ne esce di nuovo offesa la comunit� lgbt milanese, che a questo punto dovr� rilfettere bene su come far sentire la sua voce nel prossimo periodo.

fonte: http://blog.libero.it/mancuso/

C/S ConiglioViola: La mostra gay annullata a Milano. Sarà una chiesa a darci asilo!

La mostra gay annullata a Milano. Sarà una chiesa a darci asilo!


Le varie vicessitudini, iniziate con l'esclusione della nostra opera "Ecce Trans" dalla mostra "Arte e Omosessualità" si sono concluse con la completa cancellazione della mostra che doveva inaugurare al pubblico nella giornata di domani.

Sgarbi dichiara oggi "Di fronte alla censura la soluzione più concreta é la censura estrema e quindi la cancellazione della mostra".

Abbiamo seguito questa polemica che ci vede protagonisti tra l'incredulo e il divertito e, infine, non possiamo che appoggiare la decisione di annullare una mostra che comunque si sarebbe presentata mutilata.

Tuttavia – a proposito dei tanti inteventi che in questi giorni si sono sprecati su "Ecce Trans" - riteniamo d'obbligo due puntualizzazioni.

La prima riguarda il linguaggio. Chi segue l'arte contemporanea e ci conosce sa quanto la ricerca estetica di ConiglioViola sia curata (la nostra ultima mostra personale a Milano ha richiesto un lavoro di tre anni).In "Ecce Trans" la scelta di utilizzare un registro stilistico "basso" anzi "bassissimo" era richiesto dall'opera stessa.

La seconda riguarda il carattere provocatorio dell'opera. La missione di un artista non è quella di cercare provocazioni gratuite ma di esprimere delle emergenze, e quando queste emergenze sono collettive è naturale che l'opera desti scandalo. Rappresentando Gesù come un trans siamo certi di non offendere Gesù che è stato per primo un grande provocatore, un sovvertitore della morale. Accostare la figura di Gesù a quella di un trans, come di qualsiasi altro emarginato, non ha nulla di irriverente anzi è profondamente in linea col cristianesimo. Il problema sono invece i moralisti, i benpensanti che si fanno scudo dell' "essere cristiani" per determinare la situazione di estrema arretratezza culturale che stiamo vivendo nel nostro paese:dove anche l'arte può essere censurata.

Il nostro risarcimento artistico lo prenderemo comunque in Autunno nella stessa Milano dove inaugureremo la nostra nuova personale "Non sono una signora". Chi ci darà asilo politico? Naturalmente una chiesa!


fonte: www.coniglioviola.com

Nota Stampa di Franco Grillini

Riceviamo e pubblichiamo:

Mi chiedo con quale faccia di bronzo la destra milinese possa ancora definirsi Casa delle libertà dopo il penossissimo episodio dela mostra su arte e omosessualità che è stata fatta saltare dalla "Tacher meneghina".
La censura alla mostra rivela la contraddizione insanabile tra la destra italiana e la cultura in generale e rende palese una volte per tutte che la parola libertà è usata dalla detra in modo fraudolento per fare nell'azione quotidiana esattamente il contrario.
La chiusura della mostra è solo l'ultimo episodio di una serie incredibile di censure che abbiamo subito anche su altre piazze.
Si dimostra, in questo modo, che il moralismo, il clericalismo, l'incultura dominano sovrane laddove la destra governa con piglio proibizionista e censorio.
Diventa evidente la necessità di dar vita al Salon des Refusés come fecere gli Impressionisti francesi quando rifiutarono le loro opere che non a caso sono diventate fondamentali nella storia dell'Arte.
On. Franco Grillini
Deputato Sinistra democratica

Conferenza Stampa Sabato 14 luglio

CONFERENZA STAMPA



L’ARTE ABORRE QUALSIASI FORMA DI CENSURA


PALAZZO DELLA RAGIONE

PIAZZA MERCANTI

MILANO (gran paesone in provincia di Monza)

SABATO 14 LUGLIO h.12.30

I rappresentanti dell’Arcigay

Il curatore della mostra ‘Vade retro arte e omosessualità’

I coordinatori e gli artisti della mostra ‘Street Art Sweet Art’ tenutasi al Padiglione d’Arte Contemporanea di Milano

Indicono una conferenza stampa contro ogni forma di censura, ogni pericoloso anacronismo e ogni intransigenza culturale

‘diverso è solo un altro modo per dire noi’


EUGENIO VIOLA (Curatore mostra Vade retro)

Gli artisti della mostra "Vade Retro"

AURELIO MANCUSO (Presidente Arcigay nazionale)

PAOLO FERIGO (Presidente Arcigay milanese)


DAVIDE ATOMO TINELLI. IVAN. JACUZA. AIRONE. (STREET ART)